Plastica Addio

I numeri non lasciano scampo la produzione mondiale di plastica è di circa 350 milioni di tonnellate ed è destinata ad aumentare ancora. Nei nostri mari finiscono ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. 

Plastica Addio – Altreconomia Edizioni (link acquisto)

Elisa Nicoli e Chiara Spadaro sono le due principali autrici di “Plastica Addio”.  Un libro che racconta e insieme consiglia, un libro di dati e di proposte concrete. L’obbiettivo principe è quello di muoverci verso una vita zero waste.  

Le due donne che scrivono hanno due approcci diversi e due “compiti diversi” che si completano.

L’una ci fornisce un quadro di dati socio-demografici e scientifici nonché storici sulla plastica, la sua origine, le tipologie, le sue trasformazioni, sul suo uso, consumo e le conseguenze che questo porta. L’altra ci regala piccole e grandi idee per evitare la plastica nella vita di tutti i giorni.  

Vorrei farti riflettere su una cosa: è semplice pensare al problema della plastica legandolo essenzialmente al rifiuto che viene prodotto e poi abbandonato, smaltito o riciclato ma attenzione, non è solo di questo che si tratta. C’è una marea di energia che viene impiegata nella produzione della plastica, nella sua trasformazione in prodotti, nella sua distribuzione per arrivare nelle nostre case tra le nostre mani e appena gettiamo un oggetto di plastica altra energia viene consumata per trasportarla e smaltirla sia nel caso in cui venga riciclata sia nel caso venga solo smaltita. Tanta, tanta energia consumata e sprecata. Ci avevi mai pensato?

La mia convinzione è che l’urgenza stia proprio nel motto “zero waste” che per me prima di tutto deve concretizzarsi nel dire addio all’usa e getta. Credo infatti che esistano alcuni campi in cui la plastica può essere ad oggi l’unica soluzione, o la migliore, anche se sono magari limitati: per questi usi specifici di certo non trovo necessario demonizzare la plastica in sé.

A mio parere, il vero problema della plastica lo ritroviamo nell’incipit del libro e nella citazione che ti ho riportato all’inizio di questo articolo: ne produciamo troppa ne usiamo troppa e in aggiunta non la sappiamo gestire.  

Che altro dire, leggi questo interessante libro e tienilo a portata di mano, in cucina o sul comodino, per mettere in atto le idee che le autrici propongono di auto-produzione e di prodotti  plastic-free!! 

Se ti ho creato sufficiente interesse puoi acquistare il libro cartaceo a questo link , oppure in formato kindle qui!

A presto,

Lisa

2 commenti su “Plastica Addio”

  1. L’argomento plastica è certamente interessante. Sicuramente è un materiale poco sostenibile, in particolar modo quando è prodotto da fonti fossili. D’altro canto è molto comodo, e ha proprietà molto utili in tantissimi casi. Una possibile strada percorribile è quella della sostituzione delle plastiche tradizionali (PE, PP, PET, PS, etc.) con bioplastiche (PLA, PHA/B/VB, etc). Anch’esse hanno i loro problemi (nulla è a impatto o costo zero) tra cui maggiore consumo di suolo e di acqua, e maggior costo, maggior difficoltà per riciclarle, ma possono, soprattutto se biodegradabili (fino a molecole innocue per l’ecosistema s’intende) ridurre l’impatto di questo materiale. Da un lato è opportuno cercare di cambiare il nostro stile di vita, dall’altro bisogna chiedere che le plastiche tradizionali vengano penalizzate (e.g., plastic tax) o bannate, e soluzioni più green incentivate, in modo che il “green premium”, divario di costo tra le une e le altre, diminuisca, e l’uso di plastiche “migliori” non sia cosa solo per chi se lo può permettere. C’è molto lavoro da fare, lato policy, lato industrie, lato consumatori, ognuno deve fare la prorpia parte. Di positivo c’è che in molti Stati è stata introdotta recentemente una legge che banna le single-use plastics (e.g., SUP Directive 2019/904 in UE). E poi c’è tutto il discorso energetico, che lascio a te che ne sai di più!

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